I farmaci equivalenti sono delle copie dei medicinali pubblicizzati, sostanzialmente uguali ma venduti a prezzi inferiori. Sono anche chiamati farmaci generici.
I medicinali equivalenti hanno, rispetto ai medicinali di riferimento:
lo stesso principio attivo, che svolge la funzione terapeutica;
la stessa quantità di sostanza attiva;
la stessa forma farmaceutica (compresse, pillole, polveri, etc.).
Nei farmaci equivalenti cambia:
Un medicinale equivalente può contenere eccipienti diversi da quelli del medicinale di riferimento.
Alcuni eccipienti potrebbero avere ripercussioni su alcune categorie di pazienti: queste informazioni sono fornite dettagliatamente nel foglietto illustrativo.
Per esempio, i farmaci contenenti saccarosio devono essere somministrati con attenzione ai pazienti con diabete.
I farmaci equivalenti hanno un prezzo inferiore rispetto ai medicinali di riferimento.
Ogni nuovo farmaco ha un brevetto che dura in genere 10 anni, dopo i quali altre case farmaceutiche possono replicarlo e metterlo in commercio. Tutti i farmaci equivalenti devono essere comunque autorizzati dall' Agenzia italiana del farmaco (AIFA) o dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA).
Tutti i farmaci equivalenti riportano sulla scatola la scritta: Medicinale Equivalente.
L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) aggiorna mensilmente la lista dei farmaci equivalenti immessi in commercio riportando per ciascun farmaco la quota massima rimborsata dal servizio sanitario.